I viaggi musicali di Niccolò Fabi

Niccolò Fabi_foto di Shirin Amini
Foto di Shirin Amini

 

“Ciao casa!” È così che saluta la sua Roma Niccolò Fabi. Il tono è pacato e dolce di chi davvero ritrova un luogo familiare.

“La storia è un equilibrio tra le fonti, il disegno che compare unendo i punti” canta l’autore nella sua Una somma di piccole cose, brano tratto dall’omonimo ultimo lavoro con cui decide di aprire il concerto di Villa Ada Incontra il mondo. E di punti in questi anni ne ha uniti tanti, costruendo a piccoli passi la sua intima poetica musicale, che incanta e ammutolisce,come dimostra l’esecuzione di Facciamo finta, suonata nell’irreale silenzio del pubblico. Sono del nuovo album i primi sei brani: oltre ai citati, Ha perso la città dedicata all’amico Lollo, Filosofia agricola, Non vale più e Una mano sugli occhi.

“È indiscutibilmente molto bello vedere quanti di voi si sono avvicinati nel tempo alle cose che faccio”, confessa il cantautore romano e ripercorre questo tempo con un tuffo nel passato, alle origini di questo lungo e talvolta tormentato viaggio musicale. Parte da Ostinatamente, tratta dall’album d’esordio, poi prosegue segnando varie tappe con i suoi più celebri singoli: È non è, Il negozio di antiquariato, Lasciarsi un giorno a Roma,Vento d’estate, Giovanni sulla terra, queste ultime due frutto delle diverse collaborazioni con i colleghi fratelli Max Gazzè e Daniele Silvestri.

E di nuovo un balzo nel presente con Vince chi molla che esegue facendo riecheggiare le note da uno splendido pianoforte a coda. Attesa e inaspettata porta sul palco una bella sorpresa, ed è il tipico suono wah wah della chitarra steel di Roberto Angelini ad accompagnare questo ennesimo pezzetto di vita di Niccolò Fabi raccontato in musica e poesia “perché chi viene alla luce illumina”.

Conclude la tappa romana con un simbolico “arrivederci” nascosto tra le righe di Lontano da me. Ma tanto Niccolò a casa torna sempre, sempre con la sua poesia, sempre più piena di vita e consapevolezza. “Perché alla giusta distanza la vista migliora, allontanarsi è conoscersi”.

Scaletta

– Una somma di piccole cose
– Ha perso la città
– Facciamo finta (silenzio totale in platea)
– Filosofia agricola
– Non vale più
– Una mano sugli occhi
– Ostinatamente
– È non è
– Indie
– Il negozio di antiquariato
– Ecco
– Sedici modo di dire verde
– Oriente
– Vento d’estate
– Giovanni sulla terra
– Sono un uomo
– Costruire
– Offeso
– Lasciarsi un giorno a Roma
– Vince chi molla
– Attesa e inaspettata
– Una buona idea
– Lontano da me

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