TENDENZE

Ogni generazione ride delle mode vecchie, ma segue religiosamente quelle nuove, diceva un vecchio detto. Beh, secondo me, non è esattamente così. Ogni generazione, inizialmente, deride anche chi devia dalla vecchia moda, chi inaugura una “tendenza”. Abituati a determinati stili, forme, colori, suoni, tutto ciò che è nuovo, ci spiazza, ci sembra assurdo e ridicolo. Ma come si evolverebbero la musica, l’arte visiva, la moda, i gusti a tavola, i linguaggi, se all’improvviso non ci fosse qualcuno che avesse un’intuizione geniale, che si bloccasse, rispetto al flusso monodirezionale della massa, e avesse il coraggio di andare contro corrente? Tutto sarebbe immutabile e sempre uguale a se stesso. E invece, per fortuna, si continua a sperimentare, e ad avere il coraggio di proporre nuove forme e nuovi contenuti. E, dopo un po’, la massa informe che ha deriso la novità, si adegua, e rende “canone” quello che era “originalità”. Il mercato, ormai, lo sa bene. Cambiare le tendenze significa imporre nuovi consumi, rendere obsoleti vestiti, arredamento, tecnologie, e sul lancio di nuove tendenze basa gran parte del proprio guadagno.
Venerdì i due qualunque parleranno di tendenze, vecchie e nuove.
Vi aspettiamo!

Testo e sketch di Giulia D’Ottavi

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